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autore
brano
 
Apuleio
Della magia, 86
 
originale
 
[86] Athenienses quidem propter commune ius humanitatis ex captiuis epistulis Philippi Macedonis hostis sui unam epistulam, cum singulae publice legerentur, recitari prohibuerunt, quae erat ad uxorem Olympiadem conscripta; hosti potius pepercerunt, ne maritale secretum diuulgarent, praeferendum rati fas commune propriae ultioni. tales hostes aduersum hostem: tu qualis filius aduersum matrem. uides, quam similia contendam. tu tamen filius matris epistulas de amore, ut ais, scriptas in isto coetu legis, in quo si aliquem poetam lasciuiorem iubereris legere, profecto non auderes; pudore tamen aliquo impedirere. immo enim nunquam matris tuae litteras attigisses, si ullas alias litteras attigisses. at quam ausus es tuam ipsius epistulam legendam dare, quam nimis irreuerenter, nimis contumeliose et turpiter de matre tua scriptam, cum adhuc in eius sinu alerere, miseras clanculo ad Pontianum, scilicet ne semel peccasses ac tam bonum tuum factum optutu capesseret. miser, non intellegis iccirco patruum tuum hoc fieri passum, quod se hominibus purgaret, si ex litteris tuis nosceretur te etiam prius, quam ad eum commigrasses, etiam cum matri blandirere, tamen iam tum uolpionem et impium fuisse.
 
traduzione
 
Caddero nelle mani degli Ateniesi alcune lettere di Filippo, col quale erano in guerra: e furono lette in pubblico tutte quante, tranne una, diretta alla moglie Olimpiade: di questa fu proibita la lettura in forza di un comune diritto di umanit?. Usarono riguardo al nemico piuttosto che divulgare un segreto maritale, pensando che il diritto comune vale pi? della propria vendetta. Tali i nemici col nemico; tu come ti sei comportato con la madre? Vedi quanto siano simili i termini del mio confronto. Ma tu, figlio, le lettere materne - lettere di amore, come dici - leggi in questa adunanza dove se ti invitassero a leggere versi di qualche poeta un po' licenzioso, non oseresti certamente, trattenuto da un resto di pudore. Dir? di pi?: se tu avessi alcun gusto di lettere, non avresti mai toccato le lettere di tua madre. Inoltre, hai avuto l'audacia di far leggere proprio la lettera tua, quella lettera cos? irriverente, oltraggiosa, turpe nei riguardi di tua madre, scritta quando eri ancora nutrito dalle sue cure, mandata di nascosto a tuo fratello Ponziano, s'intende bene, per non limitarti a un solo peccato e perch'egli, Ponziano, con un'occhiata potesse cogliere la tua magnifica azione. Miserabile, non intendi che tuo zio lasci? che tu operassi in tal modo per potersi giustificare con la gente, quando dalle tue lettere fosse apparso che ancor prima di recarti presso di lui, mentre ancora facevi le carezze alla mamma, eri fin da allora un volpone e un perverso.
 

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